Gruppo Monte Giano e Monte Calvo

 

    Il Gruppo montuoso ha un andamento orografico da Nord-Ovest a Sud-Est.

 

    A Nord è delimitato dalla strada n° 471 che collega tra loro i paesi di Posta, Borbona e Montereale; a Est dalla strada n° 260 che collega Montereale, Pizzoli e L’Aquila; a Sud dalla strada Salaria Antrodoco-L’Aquila, con le caratteristiche Gole di Antrodoco; a Ovest dalla strada Salaria per Ascoli che passa nelle Gole del Fiume Velino.

 

    I monti più alti iniziando da Nord sono: Monte Poponi 1253 m dove vicino la vetta si trova una caratteristica altana, purtroppo ora in pessime condizioni, che un tempo veniva utilizzata dai forestali per l’osservazione antincendio ed è simile a quelle che si vedevano alcuni anni fa in televisione nei film per ragazzi; Monte Gabbia 1497 m, Monte Cerreto 1540 m, Monte Giano 1820 m, i Pizzi 1316 m, Monte Calvo 1898 m e Monte Rua 1235 m.

 

    Percorrendo la strada salaria da Roma ad Antrodoco, in una fredda e limpida giornata invernale, non si può fare a meno di rimanere estasiati guardando all’orizzonte l’enorme catena montuosa degli Appennini tutta ammantata di neve.

 

    Un occhio esperto e appassionato riconosce le montagne una per una dandogli il loro nome e, tra queste, spicca un’enorme parete trasversale, una grande tavola che a seconda delle stagioni cambia colore, una lavagna scolastica di dimensioni ciclopiche dove nel mezzo campeggia la scritta “DUX, ottenuta da un grande rimboschimento di migliaia pini piantati ad arte dagli Allievi della Scuola Forestale di Cittaducale tra gli anni 1938 e 1939.

Monte Giano è stato reso popolare da questa scritta che copre il versante Sud della Montagna ed è visibile da numerosi paesi della provincia di Rieti e di Roma, da alcune zone della capitale stessa, da alcuni punti della via Salaria, dai Monti Sabini, dal Nuria, dai Monti Carseolani e dai Monti Lucretili.

 

    Fino a pochi anni fa, la pineta fu lasciata al completo degrado e la scritta pian piano stava scomparendo, poi, grazie alla Pubblica Amministrazione del Comune di Antrodoco, con i finanziamenti della Regione Lazio, essa è stata restaurata.

 

    Anche se questa scritta ricorda un passato per alcuni lati buio della nostra storia, è giusto che chi viene dopo di noi non dimentichi e possa ammirare una bella opera dell’ingegno umano, nonché un patrimonio storico da proteggere e conservare.