ELETTROSMOG

 

 

A cura di Samantha Albrizio

 

 

 

Foto di Gaetano Albrizio

 

           Un problema d’attualità è quello dell’elettrosmog (inquinamento dovuto ai campi elettromagnetici prodotti dalle apparecchiature elettriche); un campo elettromagnetico è la propagazione nello spazio di campi elettrici e di campi magnetici variabili nel tempo.

 

           Le onde elettromagnetiche vengono emesse principalmente dalle antenne trasmittenti (radar, ripetitori…), dagli elettrodotti ad alta tensione (tramite i quali viene traslata da un capo all’altro energia elettrica), dai computer, dai macchinari industriali in generale, dai piccoli e grandi elettrodomestici, dai cellulari, dalle radiosveglie ecc; tutto ciò su cui si basa la vita di tutti i giorni.

       

          Alcuni ricercatori sostengono che, se si dormisse in un ambiente dove il campo elettromagnetico fosse elevato, il corpo umano si comporterebbe come un vero e proprio accumulatore; la stessa posizione orizzontale, difatti, non avendo contatti con la terra, impedirebbe all’organismo umano di poter scaricare l’elettricità accumulata.

 

         Negli ultimi tempi, sono aumentati notevolmente gli interrogativi sui possibili effetti negativi che l'elettrosmog potrebbe comportare nei riguardi della salute stessa.

 

         Alcuni studiosi ipotizzano che queste radiazioni, sebbene producano effetti termici, non siano in grado di rompere direttamente i legami molecolari delle cellule del corpo umano perché non possiedono energia sufficiente a poterlo fare; comunque, a riguardo di ciò, emergono quotidianamente pareri discordanti da parte delle Autorità sanitarie.

 

          Difatti, alcuni studi indicano che, nel 60-70% dei casi, l’esposizione cronica ad un campo elettromagnetico superiore a 0,2 microTesla (Tesla=unità di misura del campo magnetico) concorre alla comparsa di gravi malattie come leucemie infantili, tumori del sistema nervoso, tumori mammari ecc.

 

          Altre fonti, invece, lo smentiscono, mentre altre altrettanto attendibili sostengono che, oltre a causare le patologie sopraindicate, gli stessi campi elettromagnetici potrebbero incrementare l’inquinamento atmosferico facendo sollevare ulteriormente le polveri sottili, comportando, di conseguenza, ulteriori problemi di natura allergica a chi ne è già sofferente.

 

          Per via di queste insicurezze dovute all’elettrosmog, in molte città sono nati dei comitati che “combattono” l’insediamento di antenne e ripetitori nelle vicinanze dei centri abitati.

 

         Con l’avvento dei computer, della telefonia mobile e di tutte quelle innovazioni tecnologiche, è iniziato questo  vociferarsi sugli effetti negativi che queste “comodità” potrebbero  comportare sulla nostra salute; queste voci, negli ultimi tempi, si sono però trasformate in vere e proprie fobie che solo con il tempo si potranno classificare o tra le verità o tra i luoghi comuni.

 

    Le "fobie", hanno reso la vita difficile anche ai radioamatori; una delle principali cause di lamentela di chi abita vicino ad una stazione di radioamatore, è proprio l'elettrosmog.

 

    È stato verificato, con misurazioni effettuate su alcune stazioni radioamatoriali (che trasmettono con frequenze, modi di emissione e potenza a loro assegnate), che esse non producono inquinamento elettromagnetico e magnetico perchè generano un campo elettrico molto al di sotto dei limiti stabiliti dalla legge.

 

    È inoltre da tener presente, che le emissioni delle stazioni radioamatoriali, non sono continue ma sono in media, trasmissioni di pochi minuti distribuiti nell'arco della giornata, per cui, si può affermare che il loro inquinamento elettromagnetico, non si avvicina minimamente a quello delle stazioni televisive e di radiodiffusione, che sono attive 24 ore su 24. 

 

 

 

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