Cosa sono i ripetitori passivi?

 

A cura di Gaetano Albrizio.

 

 

 

 

       

 

 

 

Alcuni si domandano cosa sono quei grandi tabelloni che di tanto in tanto si avvistano sulle sommità di montagne, colline e rilievi in genere. 

 

Non sono, di certo, cartelloni pubblicitari anche perché, posizionati così distanti, difficilmente potrebbero leggersi senza l’ausilio di potenti cannocchiali.

 

Premesso quanto sopra, la risposta al quesito, sintetizzata in poche parole è la seguente:
 

 

“Sono RIPETITORI PASSIVI  ovvero specchi elettromagnetici”

 

 

Questi dispositivi vengono impiegati per riflettere segnali radio ad altissime frequenze, generalmente superiori ai 6 GHz, laddove stazione trasmittente e stazione ricevente non sono in reciproca vista.

 

Difatti, la particolarità di queste onde radio, a frequenze così elevate, è quella di propagarsi in linea retta.

 

Generalmente, i ripetitori passivi, sono costituiti da pannelli rettangolari  in alluminio connessi tra loro perpendicolarmente al terreno, o in posizione verticale, o in posizione orizzontale, in modo da formare un'unica parete riflettente, fissata su struttura metallica (traliccio).

 

Per ovvie ragioni di natura estetica, questi dispositivi vengono mimetizzati con colorazioni idonee (verde, grigio, ecc...) tali da renderli quasi del tutto invisibili al primo colpo d'occhio.

 

Di regola, dopo il loro assemblaggio, vengono trasportati sulle alture da elicotteri per poi essere issati su piattaforme in cemento armato, all’interno di recinzioni metalliche.         

                                            

Affinché questi ponti radio possano garantire maggiore efficienza, alcuni sono strutturati  in modo da poterli, all’occorrenza, reclinare e ruotare di qualche grado rispetto al proprio asse a mezzo di appositi meccanismi.  

 

Gli specchi elettromagnetici raggiungono superfici che vanno da un minimo di 30 metri quadrati  a un massimo di 100 metri quadrati; se fossero costruiti con dimensioni più grandi, la loro struttura cederebbe alla fortissima pressione del vento che graverebbe sui pannelli stessi.

 

E’ chiaro che più grande è l’estensione della superficie riflettente, tanto minore è l’attenuazione del segnale stesso riflesso, di conseguenza maggiore è il guadagno.

Attivi.htm

A differenza dei comuni ripetitori attivi hanno il vantaggio di non necessitare di dispendiose manutenzioni e di allacciamento alla rete elettrica dal momento che sfruttano le leggi dell'elettromagnetismo.

 

Difatti, le onde radio che incidono sui pannelli metallici, generando correnti superficiali, si comportano come centri irradianti che si riflettono secondo le leggi dell’ottica geometrica.

 

Concludendo possiamo dire che i ripetitori passivi, sebbene comportino un’inevitabile attenuazione del segnale, che comunque non pregiudica la loro funzionalità, hanno il pregio, una volta posizionati nei luoghi prescelti, di funzionare autonomamente senza implicare  particolari problemi di elettrosmog e ingenti consumi energetici.

 

 

                    

 

albrizio.gaetano@inwind.it
(Perito in Telecomunicazioni)
Radioamatore con il nominativo di IW0GAN
 

Visualizza il disclaimer