A cura di Samantha Albrizio
Una della principali leggende dei Monti Sibillini, è quella della veggente Sibilla; si narra, appunto, di una bellissima maga che abitava in una grotta denominata "Grotta della Sibilla", situata pochi metri sotto la vetta del Monte Sibilla (2175 m), da cui ne deriva il nome. La stessa veggente, oltre al carisma della sua bellezza, possedeva anche la qualità di essere di cuore nei confronti delle persone e per tale motivo inviava le sue ancelle ad insegnare l’arte della tessitura alle giovinette dei paesi limitrofi.

Questo argomento è stato ampiamente trattato nel romanzo cavalleresco “Il Guerrin Meschino” di Andrea da Barberino, dove il protagonista si reca, tra mille peripezie, dalla veggente per cercare di trarre informazioni sui suoi genitori scomparsi.
Lo stesso protagonista, per portare a termine la sua missione, doveva entro un anno venire a conoscenza di quanto desiderato; superato questo arco temporale sarebbe dovuto rimanere fino alla fine dei tempi nella grotta, perdendo la sua anima e non potendo quindi raggiungere l'obiettivo prefisso, fortunatamente, però, l’eroe riuscirà nel suo intento.
Fin dai tempi più remoti, sia la Grotta della Sibilla che il Lago di Pilato, oltre che essere mete di fantomatici eroi narrati da diversi scrittori, maghi, streghe, negromanti ed esoterici in genere, sono anche punti di ritrovo di molti turisti, curiosi ed escursionisti.
Attualmente, dei tentativi di allargare l’entrata della suddetta grotta, ne hanno provocato il parziale crollo.