Il Parco Nazionale d'Abruzzo

 

Il Parco Nazionale d’Abruzzo nasce ufficialmente nel 1923. Il nucleo originale comprendeva la Camosciara e la Val Fondillo che erano stati riserva di caccia reale. Più tardi, il territorio si è sempre esteso fino a raggiungere le dimensioni attuali.

Il gruppo montuoso confina, in linea di massima, a Nord con la piana del Fucino e con l’autostrada  Avezzano Pescara, a Est con la piana di Sulmona e il Piano delle Cinquemiglia, a Sud con la SS Cassino Isernia e con la valle dove scorre il fiume Volturno, a Ovest con la Val Roveto.

Il suo confine, che si estende in tre regioni, Abruzzo, Lazio e Molise, comprende tre catene principali: i Monti Marsicani, i Monti della Meta e le Mainarde divisi a loro volta in tanti complessi sistemi secondari. Le cime più importanti, cominciando da quelle superiori ai 1700m, sono:

Monte Serra Tecchete 1707m, Monte Miglio 1712m, Monte Romanella 1759m, Monte Alto 1787m, Monte Mezzana 1792m, Monte Spino Rotondo 1798m, Monte Marrone 1805m, Monte Rosa Pinnola 1809m, Monte Arazecca 1824m, Monte Tranquillo 1841m, Monte Amaro di Opi 1862m, Monte Serra Traversa 1868m, Monte Picco la Rocca 1869m, Monte Pietroso 1876m, Monte Turchio 1898m, Monte San Nicola 1901m, Monte La Rocca 1924m, Monte Marcolano 1940m, Monte Balzo di Ciotto 1944m, Monte Rocca Genovese 1946m, Monte Serra delle Gravare 1960m, Monte Sterpidalto 1966m, Monte Predicopeglia 1973m, Monte Serrone 1974m, Monte Jamiccio 1974m, Monte Schiena Cavallo 1982m, Monte di Valle Caprara 1998m, Monte Serra Sparvera 1998m, Monte Cornacchia 2003m, Monte Godi 2011m, Monte Cappello del Prete 2013m, Monte Palombo 2013m, Monte Rocca Altiera 2018m, Monte Mare 2020m, Monte Forcellone 2030m, Monte Cavallo 2039m, Monte Pratello 2056m, Monte Bellaveduta 2061m, Monte Balzo della Chiesa 2073m, Monte Coste dell’ Altare 2075m, Monte Capraro 2100m, Monte la Metuccia 2114m, Monte a Mare 2124m, Monte Toppe del Tesoro 2140m, Monte Argatone 2151m, Monte Genzana 2170m, Monte della Corte 2186m, Monte Tartaro 2191m, Monte Terratta 2208m, Monte Meta 2242m, Monte Marsicano 2242m, Monte Petroso 2249m, Monte Serra Rocca Chiarano 2256m, Monte Greco 2285m.

 

Alcune considerazioni sulle foto:

 

La foto n° 037 è stata scattata in occasione di un’interessante escursione  “mista”, una parte in mountain bike e una parte a piedi, con base di partenza Pescasseroli. Dal paese, in bici, si segue la strada statale 83 per Opi per poi salire a Forca d’Acero dove si trova il confine tra Abruzzo e Lazio.

Toccato il valico, si ritorna indietro per poche centinaia di metri e si prende l’evidente sterrata a sinistra che attraversa Campo Rotondo e il bosco di Macchiarvana. A quota 1445m, si incontra a sinistra il bivio per il Santuario di Monte Tranquillo, si prende questa sterrata e si sale fino al Santuario 1597m; da qui, si può continuare a salire, se si è allenati, fino al Valico di Monte Tranquillo 1688m e, nascoste le bici, a piedi in direzione Sud Est si sale sulla vetta di Monte Tranquillo 1841m. Ottima vista sull’enorme bosco di Macchiarvana, già in parte percorso e che dobbiamo ancora percorrere per tornare alla base di partenza. Ritornati sul Valico, se si ha tempo, si può percorrere anche la cresta Nord-Ovest, passando sul Monte Pietroso 1876m e toccando la vetta di Monte la Rocca 1924m. Riprese le bici, si arriva velocemente al bivio con la sterrata principale, si va a sinistra e con un lungo percorso, passando vicino al rifugio della Difesa 1278m, si ritorna a Pescasseroli. Per la gita completa ci vuole tutta la giornata.

 

Foto dal n° 084 al n° 087: un altro tratto da fare in mountain bike, è la prima parte della salita che dal Santuario della Madonna di Canneto, Settefrati, versante laziale, porta al Rifugio di Forca Resuni. Lasciata l’auto nel grande piazzale del Santuario, si inizia a pedalare sulla sterrata che entra nella monotona Val Canneto. Superato il Casone Bartolomucci, la salita si fa faticosa perché il sentiero ha un fondo sassoso; nulla vieta di scendere e spingere la bici. Più in alto, si entra nella bellissima Valle Tre Confini, si continua a pedalare su un'ottima mulattiera che costeggia, a destra, il torrente e si incontra una sorgente d’acqua che sgorga sotto una roccia; qui, si possono riempire le borracce. Manca un piccolo tratto da fare ancora in bici fino a raggiungere la quota 1496m, dove il sentiero si biforca. Si nascondono le bici e si prende il sentiero di desta, direzione Nord-Est, che porta al Rifugio di Forca Resuni. Portare la mountain bike, per me che non sono un ciclista, non è una cosa molto comoda, ma questa è utilissima se si percorrono delle lunghe sterrate, soprattutto al ritorno, perché il tempo di discesa si dimezza e non si affaticano ulteriormente le gambe.

 

Le foto dal n° 066  al n° 083 unite insieme formano una panoramica completa del gruppo delle Mainarde, la catena montuosa più a Sud del Parco Nazionale; dal monte Cavallo 2039m, guardando a 360° in senso orario, si osserva il monte la Meta 2242m, il passo dei Monaci 1967m, la Metuccia 2114m, le Coste dell’ Altare con le quote 2075 e 1988m, la Valle Venafrana, la quota 2013 senza nome su IGM, il valico di San Michele o passo della Tagliola 1782m, il monte Mare 2020m, la sella di Prato Piano 1845m, il monte Forcellone 2030m e il monte Predicopeglia 1973m.

 

Foto n° 080 al n° 083 a Sud Est di Monte Mare, c’è il Monte Marrone, teatro di durissimi scontri a fuoco nell’ultima guerra mondiale, tra le postazioni tedesche che si trovavano sul Monte Mare e le truppe italiane che, con gli alleati, si trovavano sul Monte Castelnuovo. Per salire sul Marrone, un facile itinerario è quello che sale da Castelnuovo a Volturno; si segue la strada asfaltata con indicazioni per Monte Marrone, fino ad arrivare presso il Monumento Nazionale ai Caduti di Guerra; qui, si lascia l’auto e si segue a piedi una sterrata che entra nella Valle Viata e, senza possibilità di errore, in due ore di cammino dalla fine dell’asfalto, si è in vetta. Qui, a ricordo di quei tristi giorni, c’è una targa e una caratteristica croce con un aquila, piantata da un battaglione di Alpini che lì hanno combattuto. C’è un’altra via per salire sul Monte Marrone, "il sentiero degli Alpini", ed è quella che percorrevano i soldati italiani con gli alleati per andare a contrastare le truppe nemiche. La parte iniziale di questo itinerario, quando l’ho percorso qualche anno fa, non era segnato ed è di difficile individuazione, si consiglia quindi di chiedere informazioni alle persone del posto; ad ogni modo, usciti da Castelnuovo a Volturno e presa la strada per il Monumento, passate le ultime case, si arriva a un curvone, qui, sulla destra, c’è l’attacco. Una volta entrati nel fitto bosco, dopo qualche centinaio di metri, la mulattiera si fa evidente e sale sempre ripidamente a tornanti. Ogni tanto, sui tronchi degli alberi, si leggono ancora dei messaggi lasciati dai militari che andavano a combattere e, qua e la ammucchiati, ci sono residuati bellici. Per salire sulla vetta ci vogliono meno di tre ore. Il ritorno si può fare per la stessa via o per la Valle Viata.

 

Foto panoramiche come la n° 003, 007, 011, 013, 019, 020, 026, 028, 036, 050, 061, 062, 066, 077, servono per studiare bene la conformazione del terreno in esame, individuare con l’aiuto di una buona cartina i monti, le valli e altri punti caratteristici e preparare la successiva escursione cercando di capire qual’è la via migliore da percorrere.

 

Foto dal n° 089 al 096, 100, 103 al 105 è da notare che, i monti descritti in queste foto (Monte Sterpi d’ Alto, Monte Iamiccio, Monte Capraro e Monte Petroso), fanno parte della zona di protezione integrale del Parco Nazionale d’Abruzzo e pertanto si possono raggiungere solo dopo aver ottenuto un permesso speciale dall’ Ente Parco.