I sentieri montani di Cittaducale (RI)

 

Cittaducale, Ficocchio, Cimale Torretta, Valle Stura

(Sul Cimale Torretta c’era una torre fortificata)

A cura di Giuseppe Albrizio

 

 

 

 

 

      SENTIERO N°10

 

 

 

PREMESSA

Altro giro molto veloce, percorribile anche in mountainbike, come del resto, gli itinerari N° 2 e N° 6 già descritti.

Arrivati a Ficocchio, si percorre la testa della Valle Stura dove transita una strada di servizio ai tagliaboschi, proveniente da Santa Rufina e sconosciuta alla maggior parte degli escursionisti e biker della zona che, preferiscono salire verso il Casale D’Antoni o scendere a Santa Rufina utilizzando la sterrata principale.

La parte inferiore della Valle in oggetto, è stata descritta con l’itinerario N° 3.

 

 

DESCRIZIONE PARTICOLAREGGIATA

 

 

Da Cittaducale (q. 480 m) o dalla stazione ferroviaria (q. 400 m), si raggiunge il curvone di quota 607 m della sterrata che porta alla località di Petèscia, di Ficocchio e di Casale D’Antoni, come descritto negli itinerari N° 1, 4 e 7 (1 ora - 3 Km).

 

Si continua a salire lungo la sterrata, sentiero segnato in rosso sulla cartina (chi vuole può risalire il valloncello che si incontra un centinaio di metri dopo il curvone e che è descritto con l’itinerario N° 8, tratto segnato in marrone sulla cartina, in questo caso si va solo a piedi, il tempo di salita non cambia), dopo aver superato altri tre tornanti si arriva nella località Ficocchio (q. 815 m -  6 Km – 1,40 ore – come si può notare, il tempo di percorrenza a piedi da Cittaducale a Ficocchio è un po' alto, ciò è dovuto al fatto che ho considerato un passo lento, con varie soste per contemplare il panorama, altrimenti il tempo effettivo di salita con passo svelto e senza soste, utilizzando la strada sterrata, è di 1,15 ore).

 

Qui si possono andare a visitare i ruderi di una vecchia torre di osservazione, posta sul Cimale Torretta, quota 835 m, sentiero segnato sulla cartina in celeste (30 minuti a/r compresa visita), edificata per il controllo territoriale di carattere militare delle zone montagnose e delle valli a Nord e Nord-Est del luogo, in modo che, se vi era un pericolo derivante dalla presenza di un esercito nemico o squadre di briganti, venivano allertati gli abitanti (per mezzi di segnali luminosi) dei vari castelli e piccoli borghi fortificati che esistevano e esistono tutt’ora lungo la Valle del Fiume Velino.

 

001 - Ruderi di un’antica torre di osservazione posta sul Cimale Torretta (q. 835 m), località Ficocchio.

002 - La torre fu costruita prima della nascita di Cittaducale, poi, edificato il grande paese fortificato, è venuto meno il suo utilizzo primario e col tempo si è degradata fino a diventare il rudere attuale.

 

La torre fu costruita prima della nascita di Cittaducale, poi, costruito il grande paese fortificato, è venuto meno il suo utilizzo primario e col tempo si è degradata fino a diventare il rudere attuale.

 

Dopo la visita, da Ficocchio si continua per un centinaio di metri in piano fin quando si incontra, sulla sinistra, uno stradello che attraversa un castagneto (nel punto d’incrocio, all’angolo Nord, c’è un grosso cancello), si imbocca lo strada percorribile solo da trattori (direzione Ovest) che segue il Fosso di Valle Stura a mezza costa rimanendo a una cinquantina di metri dal fondo.

 

003 - La testa della Valle Stura, taglio del bosco di castagno selvatico, sembra che ci sia passato un ciclone 004 – Petèscia e Cittaducale visti dalla sterrata che costeggia la Valle Stura

 

La strada, dopo qualche centinaio di metri, diventa sentiero, continua a costeggiare il fosso fino a quando, percorsi 700 m dal cancello (q. 790 m), ruota a destra (Nord) allontanandosi dalla valle. Si abbandona il sentiero prendendo una traccia meno evidente a sinistra (Ovest) che termina poco dopo (q. 776 m), presso una sterrata che, a sinistra (Sud), porta rapidamente nel fosso (2 ore dalla partenza).

 

Si segue la sterrata in discesa che costeggia da vicino il letto della valle in direzione Nord-Ovest e poi Sud-Ovest,  sbucando infine presso un quadrivio (q. 678 m – 7,75 Km – 2,20 ore).

 

005 – Quadrivio di quota 653 m, località Cesa Frittola, Santa Rufina, girando a sinistra si ritorna a Petèscia. 006 – La pineta di Monte Quarto vista dalla sterrata che da Cesa Frittola porta a Petèscia

 

Se si va a destra, si raggiunge la sterrata principale che proviene da Santa Rufina e porta al Casale D’Antoni unendosi a Ficocchio con quella che arriva da Cittaducale, andando a sinistra, invece, come facciamo, si scende ripidamente su uno stradello asfaltato fino a raggiungere, in meno di un minuto, un altro quadrivio, quello di quota 653 m già descritto nell’itinerari N° 2, 3 e 6.

 

Si va ancora a sinistra, all’inizio in netta discesa, seguendo sempre la sterrata più battuta, si arriva al bivio con la strada alberata della località Petèscia, a destra si tocca la nuova Fonte di Petèscia e, appena dopo la Fonte, prendendo il sentiero di sinistra, si passa accanto alla vecchia Fonte di Petèscia raggiungendo, poco dopo, la sterrata già percorsa all’andata  con la quale si ritorna a Cittaducale (Km del giro 13,3 – tempo totale 4 ore).

 

Chi, arrivato a Ficocchio, non volesse seguire lo stradello che costeggia la Valle Stura, può proseguire sulla sterrata principale (sentiero segnato in verde sulla cartina), per un altro centinaio di metri giungendo a un incrocio più importante. A destra, si sale al Casale D’Antoni, si va a sinistra e, dopo una leggera salita, la strada inizia a scendere, in meno di dieci minuti si supera il Vallone di Marco Ferro dove, proprio sul curvone, a destra, c’è una piccola traccia che conduce, in pochi metri, alla fonte chiamata dai locali Fonte Vallone (non visibile dalla strada, q. 800 m), alimentata dalla Fonte dei Vagoni; ancora in discesa, in trenta minuti, dopo aver lasciato a destra (località Puzzitto) la sterrata che porta nella Valle di Santa Rufina, si giunge presso il quadrivio sopra citato di quota 678 m, si va a sinistra seguendo la traccia asfaltata arrivando subito al secondo quadrivio di quota 653 m… (si allunga di 1 Km ma il tempo di percorrenza non cambia).

 

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