I sentieri montani di Cittaducale (RI)

 

Il Fosso dell’Alberobello

La Valle Ottara e il Fosso dell’Alberobello

A cura di Giuseppe Albrizio

 

 

 

 

    SENTIERO N° 14

 

 

PREMESSA

 

    Si parcheggia al primo tornante della strada sterrata che da Cittaducale porta alla località Ficocchio e al Casale d’Antoni.

 

    Da Cittaducale, dopo la Torre Angioina per chi proviene da Rieti, si imbocca a sinistra il viale con i pini, via San Francesco, si passa accanto al cimitero e si sale sempre su asfalto, a un trivio si va a sinistra salendo ancora per qualche centinaio di metri fin dove la strada va in piano, si lascia a destra la sterrata che, superato un cancello, sale al     Convento dei Cappuccini e si continua per altri 500 metri su asfalto e poi su sterrata fino a giungere presso il tornante citato in precedenza, superato il quale si parcheggia, 3 km dal paese.

 

DESCRIZIONE PARTICOLAREGGIATA

 

Proprio sul gomito del curvone (quota 607 m) si prende, a piedi, la sterrata che sale in direzione Est e che segue, per buoni tratti, il letto della Valle Ottara. Si continua a salire con una pendenza molto dolce sull’ottima strada utilizzata in questi ultimi anni dai tagliaboschi e per questo mantenuta in ottime condizioni.

 

001 - il Fosso dell'Alberobello da risalire, Cittaducale 002 - la sterrata utilizzata per la discesa nella Valle Ottara, Cittaducale
003 - Valle Ottara, punto utilizzato dai tagliaboschi come deposito del legname 004 - il Vallone o Fosso dell'Alberobello visto dalla Valle Ottara

 

Percorsi 1,7 Km (quota 741 m - 25 minuti dalla partenza), si giunge nei pressi di un antico sbarramento, sulla destra si nota un muro coperto da folta vegetazione alto più di 3 metri, si va avanti lungo la sterrata per altri 900 metri fino a giungere nel punto utilizzato dai tagliaboschi come deposito del legname (trasportato dai muli che scendono carichi da luoghi molto scomodi) che poi viene caricata sui camion e portata a valle.

 

Km totali percorsi fin qui 2,6 – quota 835 m – 40 minuti - dislivello 230 m.

 

Da questo punto, in direzione Sud-Est è evidentissimo il fosso da risalire, appena superata una capanna metallica (la si tiene a destra) si trova subito la mulattiera (marcatissima dal passaggio costante dei muli) che inizia a serpeggiare sul versante destro del vallone (senso di marcia), qualche volta allontanandosi dallo stesso per riavvicinarsi più in alto.

 

Giunti a quota 1040 m il sentiero attraversa il fosso, diventa poco evidente, transita accanto a delle vecchie piazzole utilizzate un tempo dai carbonai e continua a mezza costa tenendosi a una quota costante (la dobbiamo abbandonare, se lo lasciamo prima di attraversare il fosso e continuiamo a salire, dopo 50  metri abbastanza ripidi, si raggiunge una sterrata utilizzata solo da trattori e mezzi cingolati e realizzata proprio per facilitare il trasporto della legna. Questa via però la percorreremo in discesa al ritorno).

 

Come dicevo sopra, giunti a quota 1040 m si attraversa il fosso e si prosegue nel versante sinistro, il sentiero è poco evidente, lo si abbandona e si sale cercando di seguire la traccia migliore senza allontanarsi troppo dal vallone.

 

Più in alto si tralasciano dei rami secondari a sinistra (attraversandoli), si segue sempre il fosso di destra, la salita anche se ripida non è scomoda perché gli alberi sono di alto fusto e quindi il terreno è libero da vegetazione, si sale rimanendo sempre nel versante sinistro senso di marcia e per alcuni tratti si percorre il fondo, infine si esce fuori dal bosco (quota 1250 m) a Est del cimale dell’Alberobello, in pochi minuti si raggiunge la sterrata Cittaducale-Paterno-Cinque Confini e la cima di quota 1277 m dove c’è un altissimo palo metallico visibilissimo da Cittaducale (vedi descrizione itinerario N° 9).

 

Km percorsi 4,5 – tempo di salita complessivo 3,15 ore – ascesa totale 700 m.

 

Al ritorno si segue in discesa la carrabile che costeggia Prato Micciolo, al primo tornante si ha un’ottima visuale sul Monte Giano, Gran Sasso, Monte Calvo, Monte Nuria e la Valle del Fiume Velino con i paesi di Borgovelino, Antrodoco e alcune loro frazioni.

 

Si continua sulla sterrata fino a giungere al secondo tornante dove in direzione Nord e Nord-Ovest parte la pista in discesa per trattori e cingolati citata in precedenza.

 

Si imbocca questa strada trascurando tutte le deviazioni a sinistra e a destra, giunta nella località Colle la pista ruota verso Nord e poi Nord-Est e infine sfiora il Fosso dell’Alberobello compiendo un tornande a quota 1050 m circa.

 

Nei pressi del curvone si abbandona la strada che prosegue in direzione Sud e si scende ripidamente seguendo il vallone (lato sinistro senso orografico) per pochi minuti fino a incontrare il sentiero percorso la mattina, con questo si ritorna rapidamente nel fondovalle della Valle Ottara presso il deposito legname e recinto muli (Km dalla vetta 4,5 – tempo impiegato 1,30 ore), da qui percorrendo la sterrata di fondovalle si ritorna all’auto. Km totali della gita 11,5 – tempo compreso soste 6 ore – ascesa totale 730 m.