La Valle Ottara e il Fosso delle Valli
(Dalla stazione ferroviaria di Cittaducale alla Cimata di Castello)
A cura di Giuseppe Albrizio
Da quota 401m a quota 1503m
Km totali del giro 19,5
Tempo di salita 4 ore
Tempo di discesa per la via di salita 2,15 ore
Tempo di discesa per Prato Micciolo, Valle Rimalle, Fonte di San Lorenzo, Fonte di Prata Coste 2,45 ore
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PREMESSA
Si percorre la bellissima e lunga valle a Nord e Nord Ovest di Cittaducale.
La Valle Ottara è una valle carsica d’erosione, dovuta all’azione operata da un torrente e dagli agenti atmosferici in generale, attualmente è una valle morta perchè non è percorsa da un corso d’acqua che è stato assorbito dalle rocce calcaree, il fondovalle è largo e i versanti salgono con dolce pendenza.
Più in alto la Valle prende il nome di Fosso delle Valli, è costituita da rocce più compatte e assume una forma a V con fondovalle stretto e versanti ripidi, nei rami dei fossi c’è presenza d’acqua e più in alto vi sono sorgenti che alimentano numerose fonti tra cui Fonte dei Vagoni, Fonte del Pero, Fonte Veteca, Fonte Tricaglioli, Fonte Melangara e Fonte San Lorenzo.
DESCRIZIONE PARTICOLAREGGIATA
Dalla stazione ferroviaria di Cittaducale (RI), quota 401m, si prende la strada che sale al paese, direzione Nord-Est, fino all’ incrocio (300 metri dalla partenza - quota 417m).
Al bivio si va dritti (sempre direzione Nord-Est) imboccando la sterrata che risale l’ampia valle a Nord della cittadina.
Passato un deposito di materiale edile si giunge a un incrocio (1 km dalla stazione - quota 446m), a sinistra lo stradino risale il costone Sud e poi Ovest di Monte Quarto fino a giungere alla Fonte Acera, a destra il sentiero, a mezza costa, in 10 minuti sale a Cittaducale costeggiando a sinistra, poco prima di uscire su via Nazionale, un grande mobilificio e a destra un tratto delle mura medievali, sbucando, in fine, sotto la Torre Angioina.
Tralasciate le deviazioni si continua a salire nella valle sempre con leggera pendenza e sempre nella stessa direzione fino a giungere dopo 500 metri a un altro bivio (quota 460m - 1,5 km dalla stazione), andando a destra si ritorna nuovamente al paese sbucando sulla strada che porta al cimitero, via San Francesco, poco sopra la Torre.
Si continua a percorrere sempre il fondo dell’ ampia Valle superando parecchi casali ben recintati (in qualcuno di questi ci sono dei cani inferociti che abbaiano e si dimenano a più non posso, vorrebbero saltare il recinto per azzannarvi, viene la tentazione di rigirarsi e tornare indietro, non lo fate, non fatevi impressionare e non vi impaurite), in fine si arriva in un punto dove la valle si restringe e il fondo si fa impraticabile (2,1 km dalla partenza - 30 minuti di marcia - 520m di quota).
Attraversato il Fosso lo si risale sul suo lato destro ( senso di marcia ) su una mulattiera che in questo tratto è ripida, tralasciando tutte le deviazioni verso destra che riportano sulla sterrata Cittaducale-Casale D’Antoni si arriva nel punto di confluenza della Valle Ottara con il fosso dell’ Origine (2,7 km dalla stazione - quota 590m).
Si continua dritti nel letto della Valle per altri 100 metri e prima di un ponticello si sale a sinistra guadagnando la sterrata sopra citata. (2,83 km dalla stazione - quota 607m - 1 ora di salita).
Girando a destra e percorsi pochi metri si arriva al centro di un ampio tornante dove a sinistra c’è la sterrata che in direzione Est continua a risalire la Valle Ottara.
Chi non vuole fare a piedi questa parte iniziale del percorso, fin qui, si può arrivare comodamente in auto (da Cittaducale, dopo la Torre Angioina per chi proviene da Rieti, si imbocca a sinistra il viale con i pini, via San Francesco, si passa accanto al cimitero e si sale sempre su asfalto, a un trivio si va a sinistra salendo ancora per qualche centinaio di metri fin dove la strada va in piano, si lascia a destra la sterrata che, superato un cancello, sale al Convento dei Cappuccini e si continua per altri 500 metri su asfalto e poi su sterrata fino a giungere presso il tornante citato in precedenza, superato il quale si parcheggia, 3 km dal paese).
Come già detto, proprio sul gomito del curvone si prende, a piedi, la sterrata che sale in direzione Est e che segue, per buoni tratti, il letto della Valle Ottara.
Si continua a salire con una pendenza molto dolce sull’ ottima strada utilizzata in questi ultimi anni dai tagliaboschi e per questo mantenuta in ottime condizioni, percorsi 3,6 km, 1 ora, quota 990m, si giunge su un largo spiazzo utilizzato come deposito di legname.
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001 - Valle Ottara, zona utilizzata dai tagliaboschi per il deposito e trasporto del legname |
Si scende di pochi metri a sinistra seguendo sempre la strada che a sua volta segue il letto del fosso. In questo punto, quota 985m la Valle Ottara prende il nome di Fosso delle Valli.
La sterrata qui è molto accidentata dato che nelle giornate di pioggia intensa l’acqua trascina via tutto.
Da queste parti, in un’ escursione fatta qualche anno fa, quando la sterrata non si spingeva fin qui e per la fitta vegetazione si era costretti, per lunghi tratti, a proseguire nel letto accidentato del fosso, io e un mio compagno abbiamo incontrato due cuccioli di lupo, purtroppo non ho fatto in tempo a fotografarli perché si sono nascosti rapidamente nel bosco.
Che la
Valle è frequentata abitualmente dai lupi me l'hanno confermato anche i
tagliaboschi, una volta, ne hanno visti quattro e un'altra volta due, poi,
quasi tutte le mattine, trovano le loro tracce vicino all'abbeveratoio dei
muli. Alla domanda se la presenza dei lupi è pericolosa per i muli, questi mi
hanno risposto che, essendo il mulo molto forte e "ignorante", in un eventuale
attacco il lupo avrebbe la peggio.
Poco più avanti il Fosso si biforca, il ramo di sinistra, all’inizio meno ripido, sale fino a sbucare nei pressi della Fonte Tricaglioli, quello di destra, all’inizio ripido, si divide a sua volta in due rami, il ramo di sinistra sale fino a raggiungere la sterrata Cittaducale-Cinque Confini a Ovest del Cimale del Termine, il ramo di destra, che è quello che seguiremo, porta alla Fonte Riofraggio e alla Fonte Melangara.
Giunti a quota 1045m, (6,83 km dalla stazione) si esce dal fosso seguendo la ripida sterrata di destra, tralasciando tutte le deviazioni si raggiunge la quota 1074m dove si imbocca la mulattiera che risale ripidamente il costone in direzione Est, tenendo sempre in basso a sinistra il fosso da seguire.
A quota 1150m la mulattiera attraversa il fosso e lo risale per un tratto tenendolo a destra direzione Sud-Est fino a quota 1214m dove lo riattraversa e lo segue tenendolo a sinistra, si continua a salire su tracce di sentiero parallelamente al fosso fino a giungere in una radura boscosa dove alla base di uno stretto e pietroso valloncello c’è quello che resta della Fonte Riofraggio (8 km dalla stazione - 3,15 ore di salita - quota 1293m - ascesa totale 850m).
Presso la sorgente che alimentava la fonte ci sono rimaste delle pietre ammucchiate e delle canaline scavate in tronchi di legno ormai marce e null’altro.
Dalla Fonte Riofraggio salendo verso Sud su un largo sentiero, in pochi minuti, si giunge sulla sterrata Cittaducale-Cinque Confini e alla Fonte Melangara ora rifatta in cemento armato, fino a pochi anni fa le vasche erano in pietra ma in pessime condizioni (8,5 km dalla stazione - quota 1310m - 3,30 ore).
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008 - Fonte Melangara raggiunta salendo per la Valle Ottara e il Fosso delle Valli |
009 - Fonte Melangara 1310 m, a 500 metri verso Sud da Fonte Riofraggio |
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010 - Sulla sterrata tra Fonte Melangara e Forchicchia dei Preti |
Appena a destra della fonte c’è una larga e fangosa mulattiera che sale alla sella tra la Serra di Mozza e la Cimata di Castello, raggiunto il valico (1401m) in pochi minuti si sale verso Nord sulla Cimata di Castello (1503m - 9,5 km dalla stazione - 4 ore complessive).
Da qui si gode una spettacolare vista del Terminillo, Monte Giano, Monte Calvo, Gran Sasso, Gruppo del Velino, Gruppo della Maiella, Monte Nuria.
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011 - Il Terminillo visto dalla Cimata di Castello |
012 - Il Terminillo e il Monte Elefante visti da Cimata di Castello 1503 m |
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013 - Monte Giano, Gran Sasso e Monte Calvo visti dalla Cimata di Castello |
Borgovelino e le Gole di Antrodoco dove il 7 – 9 Marzo 1821 si svolse la prima battaglia del risorgimento italiano tra il generale Guglielmo Pepe, comandante supremo dell’ esercito borbonico (che pose il quartier generale a Cittaducale) e l’esercito austriaco comandato dal generale Frimont.
Per la discesa si può percorrere la stessa via dell’andata impiegando 2,15 ore fino alla stazione, oppure, percorrere tutta la cresta (direzione Sud-Ovest) tra la Cimata di Castello e Prato Micciolo (località Alberobello) e poi piegare, sempre sulla cresta, verso Sud fino alla Valle Rimalle dove si ritrova la sterrata Cittaducale-Cinque Confini.
Si supera uno stazzo ancora in uso in estate e si arriva sotto lo stazzo dove c’è un fontanile, qualcuno lo ha nominato "Fonte del Cignale" (così è scritto sul muro della fonte).
Si abbandona la sterrata e si percorre la valle dietro la fonte, direzione Ovest, questa ruota leggermente a sinistra, Sud-Ovest, e dopo aver superato un piccolo tratto di fitta vegetazione si immette in una piccola radura dove transita uno sterrato di servizio ai tagliaboschi, (sud della località Rognale); si va a destra.
Si continua a scendere seguendo o il sentiero di destra o di sinistra del vallone successivo, non c’è possibilità di errore, fino a vedere giù in basso il bottino dell’Origine (antico acquedotto di Cittaducale).
Superato il bottino si giunge alla fonte di San Lorenzo, dalla fonte si scende su sterrata fino a superare, tenendolo a destra, l’Arco di San Lorenzo e si continua a scendere lungamente fino a giungere a un bivio, si va a destra e si arriva subito sul prato detto Prata Coste dove a sinistra c’è un altro bottino e la Fonte Pratacoste.
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014 - Fonte San Lorenzo 920 m |
015 - L'Arco di San Lorenzo 870 m |
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016 - Fonte Pratacoste 715 m |
Si continua a scendere lungo lo stradino per un centinaio di metri fino a una curva verso sinistra, da qui a destra parte una mulattiera che taglia il costone Nord di Prata Coste e porta al curvone di quota 607m sulla strada sterrata Cittaducale-Casale D’Antoni.
La gita per chi è salito da Cittaducale fin qui in auto è finita, altrimenti in 30 minuti si ripercorre in discesa l’ultimo tratto della Valle Ottara fino alla stazione (10 km dalla Cimata di Castello - 2,45 ore di marcia).