Da Cittaducale a Santa Rufina
(Da Cittaducale a Santa Rufina aggirando in senso orario il Monte Quarto)
A cura di Giuseppe Albrizio
PREMESSA
Escursione ricca di soddisfazioni che permette di avere, all’inizio, un eccezionale panorama sulla parte antica del paese di Cittaducale e, alla fine, un’ottima vista sulla parte nuova e vecchia di Santa Rufina (frazione di Cittaducale).
Si attraversa a mezza costa il versante Sud ed Est del Monte Quarto (741 m) attaccato periodicamente da violenti incendi che, di solito, partono dalla strada di fondovalle; la zona è anche per questo impervia e ricca di ginestre che, nel periodo della fioritura, tingono di giallo tutto il versante meridionale e occidentale della montagna.
Il ritorno si fa per il versante settentrionale e orientale passando per le località di Cesa Frittola, Valle Stura, Casale Petèscia, Fonte Nuova e Vecchia di Petèscia.
DESCRIZIONE PARTICOLAREGGIATA
Parcheggiata l’auto nei pressi della Torre Angioina, a piedi, in discesa, si imbocca lo stradino a sinistra dell’ingresso del grande mobilificio D’Angeli, si costeggiano per un piccolo tratto le mura medievali del paese e si arriva davanti a un cancello oltre il quale la sterrata continua a seguire le antiche mura (a terra c’è un tombino dell’acquedotto).
Si prende a destra un piccolo sentiero che aggira il mobilificio (tenendolo sulla destra), e scende velocemente a incrociare la sterrata di fondovalle.
Qui, c’è un quadrivio (400m dalla Torre - quota 446m), si continua dritti, direzione Nord-Ovest sulla sterrata che sale a mezza costa il costone Sud e poi Ovest di Monte Quarto (ottima vista sulla parte medievale di Cittaducale), compie due tornanti e termina davanti a un vecchio casale (2 km dalla Torre - quota 608m - 30 minuti).
Si continua sul sentiero che parte a sinistra del casale (senso di marcia) e che sale a mezza costa in direzione Nord-Ovest.
Si superano cinque piccoli termini di confine di proprietari terrieri posizionati alcuni ai lati e altri in mezzo alla mulattiera e, cinquanta metri dopo l’ultimo, si incrocia, a destra, un’altra mulattiera proveniente dalla pineta soprastante, si va a sinistra e in meno di un minuto si giunge alla Fonte Acera, vedi foto del sentiero n° 2 (quota 654m - 2,6 Km dalla Torre - 40 minuti).
Con sorpresa ho constatato (19 dicembre 2007), che la fonte è secca e dal tubo non esce neppure un goccio d’acqua; chiedendo ad alcuni assidui frequentatori del luogo nessuno si ricorda di un fenomeno del genere, la scarsità di pioggia e neve di questi ultimi anni ha iniziato a farsi sentire.
Si continua in direzione Est sul sentiero sempre ben marcato, questo a mezza costa attraversa la località Cinado, supera un vecchio casale e infine termina all’incrocio con una sterrata (lungo il percorso ottimo panorama su tutto il nucleo industriale Cittaducale-Rieti, su buona parte della città di Rieti con lo sfondo dei Monti Sabini e su Santa Rufina).
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002 - Un caratteristico casale che si incontra lungo il sentiero |
003 - Curiosi i portoni d'ingresso del casale |
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004 - Altro caratteristico portone d'ingresso |
005 - La parte nuova di Santa Rufina con vicino il nucleo industriale |
Si va a destra sulla sterrata e in poco tempo si arriva a un altro bivio (quota 600 m – 4,7 Km da Cittaducale – 1,20 ore).
Lo stradino di sinistra, asfaltato, porta in pochi minuti nel paese di Santa Rufina, si imbocca la sterrata di destra che in ripida salita attraversa la località Cesa Frittola e giunge a un altro bivio immettendosi sull’itinerario del sentiero descritto al N° 2 (quota 680 m – 5 Km da Cittaducale – 1,30 ore).
Si va a sinistra, si supera una casa dal tetto curioso e, seguendo i pali di una linea elettrica, si scende fino a un quadrivio dove, di fronte, inizia in salita uno stradino asfaltato.
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007 - Il tetto a forma di panettone di un casale ristrutturato |
Si scende, all’inizio ripidamente, sulla sterrata di destra, si supera la Valle Stura e seguendo sempre la sterrata principale si giunge al Casale di Petèscia (quota 650 m - 7 Km – 2 ore).
Di fronte al Casale c’è la sterrata alberata che, presa a destra, in pochi minuti, conduce alla Nuova Fonte di Petescia (630 m) alimentata dalla sorgente della Fonte dei Vagoni (976 m); si continua ancora per pochi metri sulla strada principale, per poi imboccare a sinistra la mulattiera che porta alla Vecchia Fonte di Petescia (quota 624 m – 7,5 Km – 2,10 ore), anche questa secca, per lo stesso motivo della Fonte Acera, ma ora alimentata da un filo d’acqua che esce da un tubo proveniente dal bottino della Fonte di Prata Coste (715 m).
La mulattiera, infine, sbuca sulla sterrata che, presa a destra, riporta a Cittaducale (Km totali 11 – tempo del giro 3 ore).