Dalla stazione ferroviaria di Cittaducale al Casale D’Antoni
A cura di Giuseppe Albrizio
Sentiero non segnato
Ascesa totale 850 m
Da quota 400 m a quota 1250 m
Km totali 16
Tempo di salita 3,30 ore
Tempo di discesa 2,30 ore
PREMESSA
La descrizione di questo percorso, parte dal curvone di quota 607 m della sterrata che da Cittaducale sale alle località di Petèscia, Ficocchio e Casale D’Antoni.
L’arrivo fino al curvone è già stato descritto con gli itinerari N° 1, 4 e 7.
Il dislivello e i tempi di salita e discesa, sopra riportati, sono riferiti con partenza dalla stazione ferroviaria di Cittaducale (partendo dal paese l'ascesa totale è di 770 m, il tempo di percorrenza non cambia), invece il dislivello e i tempi sotto riportati (nella descrizione vera e propria) sono riferiti con partenza e arrivo presso il curvone di quota 607 m.
Sulla cartina la salita è segnata in rosso mentre la discesa in verde.
La passeggiata permette di percorrere, tra l’andata e il ritorno, tutto l’antico sentiero, in parte cancellato dalla strada sterrata, che da Cittaducale saliva al Casale D’Antoni.
Chi ha buon allenamento, dal Casale (q. 1250 m) può continuare a salire prendendo il sentiero CAI Rieti n° 7B (436 nuova numerazione), sostituito in gran parte da una sterrata di recente costruzione che porta alla Fonte Tricaglioli (q. 1420 m – 1 ora) e dalla Fonte, in 20 minuti, salire ai prati dei Cinque Confini dove ci sono degli interessanti impianti sportivi per allenamento in altura.
DESCRIZIONE PARTICOLAREGGIATA
Parcheggiata l’auto appena dopo il curvone di quota 607 m, a piedi si percorrono una cinquantina di metri della sterrata in direzione di Petèscia (vedere sulla cartina la traccia segnata in rosso), fino ad incontrare, sulla destra, uno stretto, boscoso e ripido valloncello.
|
003 – Percorsi a piedi pochi metri dall’auto direzione Petèscia si incontra sulla destra lo stretto, boscoso e ripido valloncello. |
Si inizia a risalirlo mantenendosi sempre nel suo fondo, passi di I, aiutarsi eventualmente aggrappandosi ai piccoli alberi che si incontrano evitando i tronchi secchi.
A quota 704 m, si oltrepassa un sentiero che a sinistra porta verso la località Petèscia, a destra, invece, dopo poco più di 1 Km, si perde.
Si continua a risalire il fosso che, più in alto, si fa meno marcato e meno ripido, per qualche tratto lo si segue fuori dal suo letto zigzagando a destra e a sinistra del fondo per evitare qualche fastidiosa pianta di rovo.
Quando il vallone termina (q. 805 m, 40 minuti), si continua sempre nella stessa direzione (Nord), seguendo un evidente sentiero fino a uscire sul prato di Ficocchio (q. 817 m), di fronte si nota un tetto di una grossa costruzione, si va a sinistra costeggiando il prato e, in pochi metri, si raggiunge la sterrata proveniente da Petèscia e che sale verso il Casale D’Antoni (q. 820 m, 45 minuti).
Chi non vuole risalire il ripido vallone, può arrivare fin qui percorrendo la sterrata, il tempo di salita è lo stesso.
Si va a destra e, al bivio successivo, ancora a destra (a sinistra si scende a Santa Rufina), percorsi 1600 metri dall’auto (1 ora), a quota 884 m, si incontra a sinistra una mulattiera che bisogna imboccare e che porta direttamente alla Fonte dei Vagoni.
|
004 – Località Ficocchio, a sinistra si scende a Santa Rufina e a destra si prosegue per Fonte Vagoni. |
Il sentiero passa accanto a un vecchio casale completamente crollato e nascosto dalla vegetazione ma ben segnato sulla cartina IGM e poi sale a mezza costa raggiungendo la Fonte dei Vagoni (q. 976 m – 2, 3 Km – 1,20 ore dall’auto); si continua in direzione Nord attraversando la vecchia sterrata che sale al Casale D’Antoni e che verrà percorsa al ritorno e si imbocca, di fronte, un sentiero che entra subito nel bosco.
![]() |
![]() |
|
005 – Fonte Vagoni 976 m. |
005a - Particolare della Fonte Vagoni. |
|
006 – Il sentiero da prendere dalla Fonte Vagoni che entra subito nel bosco. |
Si attraversa una piccola zona di piante spinose e poi la traccia si ramifica, bisogna mantenersi sulla pista di sinistra a mezza costa, senza farsi attrarre da un sentiero che scende verso il fosso sottostante e che comunque più avanti si perde.
Imboccata la pista giusta, la mulattiera, dopo pochi metri, ritorna molto evidente e sale gradualmente a mezza costa fino a quota 1035 m – 2,6 Km dall’auto, dove incontra a destra il fosso nominato poc’anzi.
|
007 – Il punto di incontro (q. 1035 m) della mulattiera con il fosso (senza nome su IGM) proveniente da destra. |
Ora, si segue il vallone salendo sul lato sinistro (senso di marcia) su tracce di sentiero, si superano alcune piazzole utilizzate un tempo dai carbonai (ci sono ancora tracce di polvere di carbone) e, mantenendosi sempre vicino al margine del fosso, si esce infine, su una sterrata nel punto dove questa termina (q. 1130 m – 2,8 Km – 1,50 ore).
Si va a sinistra sulla sterrata in piano e, percorsi 50 metri, si incontra un sentiero segnato in blu che si imbocca a destra (q. 1171 m), poco più in alto si esce sulla sterrata principale presso un piccolo ponticello, dall’altra parte della strada si continua a salire lungo il sentiero segnato, direzione Nord-Est, che risale l’ampio vallone soprastante e infine si sbuca presso l’ultimo curvone cementato con in vista la Fonte Coccetta e più in alto il Casale D’Antoni ( q. 1220 m – 3,4 Km – 2,15 ore).
Toccata la fonte, si risale il prato e si giunge al Casale (q. 1250 m – 4 Km – 2,30 ore – ascesa totale 650 m).
In discesa si utilizza la sterrata (vedere sulla cartina la traccia segnata in verde), percorso 1 Km circa si arriva al primo bivio, si va a destra sulla vecchia pista scendendo velocemente e lasciando a sinistra un’altra carrabile, superata la Fonte dei Vagoni, che si lascia a destra, si giunge, ancora in ripida discesa, all’incrocio con la sterrata principale, ancora a destra si continua a scendere fino a giungere a Ficocchio, al bivio si va a sinistra, superato il prato si compiono un paio di curve e proprio alla fine della seconda a sinistra parte una vecchia mulattiera (q. 787 m – 4,2 Km in discesa dal Casale).
La mulattiera taglia la sterrata che incontra nuovamente a quota 720 m, dall’altro lato, direzione Sud, si continua a scendere fino a sbucare su una sterrata secondaria (q. 683 m) che a sinistra porta subito a incrociare la strada alberata per Petèscia.
|
012 – La strada alberata che porta a Petèscia. |
Imboccata la strada alberata, si va a destra e, in pochi minuti, si giunge alla Nuova Fonte di Petescia (q. 630 m), si continua ancora per pochi metri sulla strada principale per prendere a sinistra la mulattiera che in piano porta alla Vecchia Fonte di Petescia (q. 624 m), infine, in leggera salita, si ricongiunge sulla sterrata principale che presa a destra, dopo aver superato una Piccola Immagine Sacra, porta rapidamente all’auto (Km percorsi 6 – 1,35 ore).