Da Cittaducale al Prato Micciolo
(Per la Valle dell’Origine e i Valloni della località Rognale)
A cura di Giuseppe Albrizio
Sentiero non segnato
Ascesa totale 877 m
Da quota 400 m a quota 1277 m
Km totali 19
Tempo di salita 4,30 ore
Tempo di discesa 3 ore
Un tratto del fosso è stretto con pareti verticali, conviene indossare il casco da alpinista
NOTE
Anche questa escursione, come la N° 8, viene descritta partendo dal curvone di quota 607 m della sterrata che da Cittaducale sale alle località di Petèscia, Ficocchio e Casale D'Antoni.
Chi parte dalla stazione ferroviaria o dal paese percorre la prima parte del sentiero già descritto con gli itinerari N° 1, 4 e 7.
Il dislivello e i tempi di salita e discesa, sopra riportati, sono riferiti con partenza dalla stazione ferroviaria di Cittaducale, l’ascesa per chi parte dal paese è di 800 m (il tempo di percorrenza non cambia).
I tempi sotto riportati (nella descrizione vera e propria) sono riferiti con partenza e arrivo presso il curvone di quota 607 m.
Sulla cartina la salita è segnata in rosso mentre la discesa in verde.
La cartina dove non è chiaramente indicato (come in questo caso), è sempre riferita verso Nord e la distanza di ogni quadrato corrisponde a 1 Km.
PREMESSA
Bella escursione che permette di raggiungere una località assai panoramica della montagna a Nord-Est del paese.
Negli ultimi anni proprio sulla cima (q. 1277 m), è stato posto un altissimo palo controventato in parecchi punti sul quale sono stati collocati strumenti per misure meteorologiche, alimentati da un piccolo pannello solare.
Nelle belle giornate, quando il sole è posizionato a Sud-Ovest, il palo, riflettendo la sua luce, diventa visibilissimo da tutto il centro abitato e da altre zone.
Pochi metri a Sud-Ovest della cima è presente un altro palo alto non più di 4 metri che un tempo fungeva da portabandiera del rifugio forestale, caratteristico e molto accogliente, esistito fino all’anno 1975 quando venne dato alle fiamme e fu completamente distrutto, ora è rimasto solo la piazzola dove era posto e un mucchio di pietre.
Dalla cima ottimo panorama sulle tre vette del Terminillo, sul Monte Elefante, Monte Navegna, Monte Pellecchia, Monte Gennaro, Rieti, Cittaducale e, in fondo, il riflesso del sole sul Mar Mediterraneo.
L’itinerario permette di attraversare tutti i valloni della località Rognale, si è immersi nella zona più selvaggia e meno frequentata della montagna.
DESCRIZIONE PARTICOLAREGGIATA
Parcheggiata l’auto pochi metri dopo il curvone di quota 607 m, a piedi si imbocca la sterrata appena percorsa (direzione Cittaducale) tralasciando a sinistra, al bivio, la sterrata che percorre la Valle Ottara, si supera su un ponticello il fosso della stessa Valle e, subito dopo, su un altro ponticello, il fosso della Valle dell’Origine.
Appena dopo il ponticello, si scende nel letto del fosso e lo si inizia a percorrerlo (direzione Est). Si sale senza nessun problema per 400 m e, dove le pareti si restringono, si incontra la prima e unica difficoltà, una paretina di circa 3 m, passi di III, (q. 650 m) priva di appigli (se si è da soli è meglio rinunciare al rischio della corta arrampicata e conviene tornare indietro, in due, aiutandosi, si riesce a superare l’ostacolo).
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| 011 – Superato il punto più critico non ci sono più serie difficoltà. |
Si ritorna indietro di 50 m fino a trovare un punto dove è possibile salire sulla scarpata di destra (senso orografico) e aggirare l’ostacolo.
Si continua a salire seguendo il fosso su tracce di sentiero cercando di mantenersi sempre sul ciglio della scarpata in modo da poter scendere appena possibile nuovamente nel fondo.
Percorsi poco più di 350 m, si giunge in un punto dove si può rientrare nel letto del fosso avendo superato il punto più critico (q. 720 m – 1,10 ore).
Dopo aver percorso 1,5 Km dall’auto, si incontra una mulattiera (q. 741 m) che attraversa il fosso e che presa a destra, in 10 minuti, porta sulla sterrata che da Cesa Lunga va all’Arco di San Lorenzo, a sinistra, invece, sale verso la soprastante pineta dove si trovano i ruderi del Casale Micone.
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| 012 – Risalendo la Valle dell’Origine alla fine si passa sotto l’Arco di San Lorenzo (q. 870 m). |
Si continua a salire restando sempre nel fondo del vallone, in questo tratto abbastanza comodo, fino a giungere a q. 822 m dove da sinistra si immette un fosso secondario più ripido di quello che stiamo percorrendo e che porta al bottino della località Cerasa.
Tralasciato il fosso secondario, si continua a salire nel letto principale fino a passare sotto l’Arco di San Lorenzo (q. 870 m, poco sopra c’è un altro bottino) e uscire sull’ampia piazzola punto di congiunzione di tre sterrate, quella principale che scende verso Cittaducale, una che sale ripidamente verso Nord-Ovest e l’ultima che sale in direzione Est. (q. 870 m – 2 Km – 1,45 ore).
Si sale in direzione Nord-Ovest su una ripida sterrata che ruota in senso orario giungendo presso il bottino della località Cerasa dove termina (q. 910 m – 10 minuti).
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| 013 – Località Cerasa, catasta di legna in attesa per il trasporto a valle. | 014 – Il bottino della località Cerasa (q. 910 m), dietro la presa d’acqua c’è il vallone da seguire. |
Questo punto si può raggiungere seguendo il fosso secondario che parte a quota 822 m, evitando di passare sotto l’Arco di San Lorenzo, tratto segnato in arancione sulla cartina, il tempo di salita non cambia, poco meno di 2 ore dall’auto.
Si continua in direzione Nord-Est sul lato destro (senso di marcia) del fosso delimitato a Nord dal Cimale Riofragio e a Sud dal Cimale Rognale, in alcuni tratti conviene proseguire sul fondo, più comodo, fino a giungere a quota 990 m dove sembra terminare.
Qui il vallone prende la direzione Est, si fa poco marcato, sembra quasi in piano e la vegetazione è fitta ed impenetrabile.
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015 – Quota 990 m, qui il vallone prende la direzione Est, si fa poco marcato, sembra quasi in piano e la vegetazione è fitta ed impenetrabile…. |
Si prosegue spostandosi sul bordo sinistro (senso di marcia) del fosso districandosi tra cespugli spinosi di ogni genere, arrivati a quota 1050 m, dopo un tratto di 300 m circa, si è superato il tratto più difficile, il fosso riprende la direzione Nord-Est, si restringe nuovamente, ridiventa ripido, libero da vegetazione e con il fondo privo di ostacoli (3 Km dall’auto – 2,40 ore).
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016 – Dopo un tratto di 300 m circa si è superato il tratto più difficile, il fosso si restringe nuovamente, ridiventa ripido, libero da vegetazione e con il fondo privo di ostacoli. |
Si sale comodamente, mantenendosi sempre nel fondo fino a sbucare sulla sterrata Cittaducale-Tre Faggi (Terminillo) proprio accanto a un tronco d’albero squadrato e conficcato sul bordo della strada e che porta verniciato da un lato il numero 10 che indica il decimo Km da Cittaducale (q. 1170 m – 3 ore).
Seguendo la sterrata in salita (si ha uno stupendo spettacolo sul Gruppo del Monte Nuria dove spicca a sinistra la piramide del Torrecane, sul Monte Giano, Gran Sasso, Monte Calvo, Borgovelino e Antrodoco), si arriva in 30 minuti sul cimale di quota 1277 m (5,5 Km dall’ auto – 3,30 ore – ascesa totale 670 m – sentiero segnato in rosso sulla cartina).
Dal Cimale, ottimo panorama su Rieti e la sua piana, sul Casale D’Antoni, su Cittaducale, sulle tre cime del Terminillo e sul Monte Elefante.
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026 – Monte Elefante visto dal Prato Micciolo, località Alberobello. |
Al ritorno, si percorre al ritroso la sterrata di salita, si supera il Km 10 (segnato come già detto su un tronco d’albero squadrato) e si attraversa la Valle Rimalle.
Qui c’è la possibilità di abbandonare la sterrata e di seguire in discesa il vallone in direzione Sud-Ovest già descritto in salita nell’itinerario N° 7 che percorre il versante Sud della località Rognale e che, infine, porta alla Fonte San Lorenzo, sentiero segnato in marrone (vedi cartina).
Continuando lungo la sterrata si supera, tenendolo a sinistra, lo stazzo ancora in uso in estate e, dopo un tornante, si lascia a sinistra una strada secondaria che porta al Peschio del Principe arrivando rapidamente (già era visibile) alla fonte del Cignale (q. 1066 m).
Chi non vuole proseguire lungo la strada, dietro la fonte, direzione Ovest, parte un altro vallone che più in basso ruota in direzione Sud e superato un corto tratto di fastidiosa vegetazione si ricongiunge al vallone sopra descritto, sentiero segnato in celeste sulla cartina.
Proseguendo sulla sterrata dopo meno di 1 Km si arriva al laghetto nei pressi del Casale Lucarelli, qui c’è un rifugio ormai ridotto a porcile, una fontana e un fontanile; si abbandona la sterrata costeggiando il laghetto fino ad arrivare dalla parte opposta dove in direzione Nord-Ovest parte un altro vallone (il terzo).
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027 – Al ritorno si passa dietro al laghetto nei pressi del Casale Lucarelli. |
Questo, abbastanza ampio, attualmente è percorso da una sterrata utilizzata dai tagliaboschi, dopo 400 metri si unisce a destra alla valle che scende dalla Fonte del Cignale, dopo altri 250 metri, ancora a destra, c’è l’imbocco della valle che più in alto diventa Valle Rimalle (vedi descrizione itinerario N° 7), alla fine si restringe, si fa più marcato e scende ripidamente fino ad arrivare al bottino e alla Fonte di San Lorenzo. L’ultimo tratto del vallone lo si può seguire comodamente sia sul lato destro che sinistro, in ambo le parti c’è un buon sentiero.
Arrivati alla Fonte di San Lorenzo si scende rapidamente su sterrata fino alla piazzola sopra citata nei pressi dell’Arco di San Lorenzo (q. 870 m). Si imbocca lo stradino in direzione Ovest e si scende verso Prata Coste, dopo 2 Km al bivio si va a destra e si arriva sul prato dove a sinistra c’è la Fonte di Prata Coste (q. 715 m), ancora dritti per una cinquantina di metri fino a una curva a sinistra, a destra parte una mulattiera che a mezza costa riporta nei pressi del curvone di quota 607 m (Km 7,5 da Prato Micciolo- 2 ore).