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LO  ZAINO

“croce e delizia dell’escursionista”

(A cura di Giuseppe Albrizio)

 

A volte viene caricato in maniera esagerata con degli oggetti che poi, durante l’escursione, ti accorgi che non servono a niente. Ma intanto la schiena si affatica più del dovuto e comunque sei costretto a sopportare il suo peso per tutta la durata della passeggiata; allora ti prende la voglia di alleggerirlo, nascondendo, lungo il percorso, dietro qualche siepe, un po’ di oggetti con l’intenzione di riprenderli al ritorno ma, coraggiosamente, continui la marcia con il sudore che sgorga sempre più copioso e il fardello sulle spalle che  si fa sempre più pesante.
Contrariamente, se lo carichi poco, magari è una bella giornata calda e assolata, mentre sali, leggero come una piuma, ti accorgi che ti manca qualcosa, senti un po’ di freddo e vai a cercare, magari dopo aver svuotato tutto lo zaino, il cappello di lana che puntualmente non trovi; ti viene sete ma hai portato solo una borraccia da mezzo litro d’acqua ed è già finita; noti uno strano oggetto sulla montagna di fronte e vorresti vedere meglio di che cosa si tratta, ma non hai a seguito il binocolo; arrivi in vetta sudato e desidereresti rimanerci almeno per un’ora ma ti accorgi che non hai portato il cambio (maglietta di lana e felpa) e sei costretto, tuo malgrado, a iniziare subito la discesa per non sentir freddo.
Concludendo, anche per lo zaino vale il detto "Abbondare è meglio che deficere".

 

 Cosa porto nel mio zaino in qualsiasi condizione di tempo?

 

VANO PRINCIPALE

 

ü   una maglietta intima e una felpa di ricambio (per evitare, sulla vetta, quella sensazione di freddo causata dagli indumenti zuppi di sudore);

ü due mantelle (dicono che non traspirino, creino sudore ecc ecc, invece, secondo me, non ti fanno sentir freddo, sono leggerissime da trasportare e sono molto comode);

ü     guanti;

ü     berretto per il sole;

ü    copricapo di lana;

ü     pranzo al sacco;

ü     una macchina fotografica digitale con batterie di ricambio ricaricabili;

ü     un piccolo binocolo di buona qualità;

ü     da mezzo litro a due litri e mezzo d’acqua  a secondo il tipo di escursione e la stagione.

 

TASCA SUPERIORE ESTERNA

 

ü    occhiali da sole, utili anche nelle giornate con forte vento;

ü     un coltello da trekking;

ü     tre pacchetti di fazzoletti;

ü     una  bussola  da trekking a bagno d’olio;

ü    un GPS (Global Positiong System) che permette di calcolare la propria posizione  per mezzo di satelliti che orbitano intorno alla terra;

ü    batterie ricaricabili di ricambio;

ü    un fischietto da arbitro utile in caso di infortunio, nell’eventualità che non ci sia copertura telefonica.                                                       

 

TASCA SUPERIORE INTERNA

 

ü    un piccolo blocco notes con penna e matita;

ü    il telefonino;

ü    il portafogli;

ü    le chiavi dell’auto.

 

TASCA INFERIORE INTERNA

 

ü    una lampada frontale leggerissima con un ottimo raggio di luce (già sperimentata) e batterie di ricambio ricaricabili.

 

TASCA INFERIORE ESTERNA

 

ü    una borsetta con materiale di pronto soccorso;

ü    un succhia veleno;

ü    dei lacci lunghi da scarpa;

ü    una scatola di fiammiferi ben protetti dall’umidità;

ü    una mantellina di plastica trasparente del tipo da stadio.

 

PICCOZZA E RAMPONI

 

Agganciato allo zaino mi porto sempre una grossa piccozza, indispensabile  in inverno insieme ai ramponi quando si salgono canalini ghiacciati, ma altrettanto utile e compagno d’avventura, qualora si esce da soli e si fanno incontri indesiderati  con cani randagi, cani pastori ed altre insidie.

 

Come mi vesto?

 

Vestirsi a modo “cipolla” ovvero con strati di indumenti leggeri sovrapposti non è sbagliato, però, non fa al mio caso. Difatti, durante le salite, la copiosa traspirazione del mio corpo, rende umidi tutti gli indumenti da me indossati. Questo sudore mi cagione una sgradevole sensazione di freddo, in particolar modo alle spalle, rovinandomi la passeggiata. Per evitare ciò, ho provato a togliermi di dosso  qualche indumento,  ma anche rimanendo con un solo maglione, non ho potuto evitare quella sgradevole  sensazione di freddo dovuta al sudore.
Per ovviare a questo inconveniente, la soluzione da me sperimentata, e a mio avviso validissima, è quella di indossare sopra gli indumenti umidi,  una leggerissima giacca a vento che rende costante la temperatura corporea e, pur rimanendo bagnati, come d’incanto, non  si prova più quella sensazione di freddo.
 

Consigli utili

 

1.    Norme basilari

 

Prima di intraprendere un’escursione è buona norma indicare a familiari, parenti o amici, le coordinate esatte del luogo che desidera visitare portandosi a seguito un telefono cellulare per ogni evenienza.
Premesso quanto sopra, è bene sapere che in caso di infortunio, per essere localizzati, qualora si è impossibilitati a comunicare via telefono, si deve lanciare l’S.O.S. ogni dieci secondi con fischi,  raggi di luce o altro materiale a seguito, al fine di attirare l’attenzione di eventuali soccorritori o casuali escursionisti; (la risposta è un segnale ogni venti secondi).
 

2.    Dopo l’escursione

 

Un’escursione può protrarsi anche per tutta la giornata e non sempre il luogo prescelto è vicino casa; pertanto è necessario  lasciare in auto un cambio completo (scarpe, calze, indumenti intimi, pantaloni, maglione e giacca) in modo che, a fine “passeggiata”, ci si possa cambiare gli abiti sudati per affrontare tranquillamente il viaggio di ritorno in sede.